Comunicato stampa di Riccardo Magi
La separazione delle carriere è una riforma giusta e condivisibile e come +Europa pensiamo che sia da confermare al referendum nonostante le non poche incognite di carattere tecnico-giuridico sulle sue concrete applicazioni e quelle ancora maggiori di carattere politico. Governo e maggioranza dovrebbero essere impegnati a fare luce su queste incognite, invece é innegabile che lo stesso governo che dice di non voler politicizzare il tema sia il primo a usarlo come una clava contro le opposizioni e soprattutto contro quei giudici che applicano la legge e fanno rispettare lo stato di diritto.
Lo fanno contro i magistrati che bloccano le loro folli norme sull’immigrazione, le loro leggi liberticide e illiberali e populiste come il decreto sicurezza, o i giudici contabili che vigilano contro lo sperpero di denaro pubblico come la Corte dei Conti. Dire Sì a questo referendum non può esimere dal denunciare l’assalto del governo alla giustizia europea e internazionale, come accaduto con il caso Almasri. E i continui attacchi scomposti di Meloni, come quelli di ieri in conferenza stampa, sono il principale sponsor per il no al referendum.
Meloni ieri è arrivata a condannare l'applicazione delle norme sulla custodia cautelare mentre il suo ministro della Giustizia Nordio continua a promettere una riforma che renda ancora più difficile il ricorso ad essa. Sono i cortocircuiti del populismo penale che ha contraddistinto gran parte dell'attività di questi governo.