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Il Melonellum è un colpo di Stato elettorale

oggi alla Camera si è concluso il primo passaggio parlamentare della nuova legge elettorale.

Due giorni fa una parte della stessa maggioranza aveva bocciato, con il voto segreto, l'emendamento simbolo su cui Giorgia Meloni aveva deciso di mettere la faccia. Era un segnale politico evidente. La risposta della Presidente del Consiglio è stata parlare di "palude". Oggi, invece di fermarsi ad ascoltare quel segnale, la maggioranza ha deciso di tirare dritto e approvare comunque il Melonellum.

Ho votato contro perché ritengo che questa riforma rappresenti un passaggio molto grave per la nostra democrazia.

In Aula l'ho definita un colpo di Stato elettorale. Non è un'espressione usata per cercare un titolo di giornale, ma la definizione politica di ciò che sta accadendo: una maggioranza che utilizza una legge ordinaria per modificare le regole della competizione democratica a proprio vantaggio, rendendo sempre più difficile l'alternanza.

La maggioranza non è riuscita a modificare la Costituzione introducendo il premierato. Oggi prova a ottenere lo stesso risultato per un'altra strada.

Attraverso la legge elettorale introduce di fatto l'investitura del capo del governo, pur lasciando formalmente invariata la Costituzione. Agli elettori viene chiesto di incoronare un leader che il nostro ordinamento continua a non prevedere come eletto direttamente dai cittadini.

Contemporaneamente si rafforza il controllo delle segreterie sui parlamentari, mantenendo le liste bloccate, assegnando un enorme premio di maggioranza a chi supera il 42% dei voti e riducendo ulteriormente lo spazio di scelta degli elettori e di partecipazione di nuove forze politiche.

Non si tratta di una mera questione tecnica.

Ma di un'idea diversa di democrazia.

Una democrazia nella quale il Parlamento viene progressivamente svuotato, la rappresentanza viene compressa e gli equilibri disegnati dalla Costituzione vengono alterati senza avere il coraggio di modificare apertamente la Carta.

Per questo la battaglia non finisce oggi.

Continueremo a opporci a questa riforma in Senato, nelle istituzioni e nel Paese, insieme a tutte le persone che in questi giorni hanno scelto di mobilitarsi per difendere la qualità della nostra democrazia.

Un caro saluto,

Riccardo Magi
Segretario di +Europa

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  • Pasquale Domingos Di Pace
    published this page in News 2026-07-16 18:42:22 +0200