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Dal Procuratore di Trieste fake news sul referendum

Di Riccardo Magi

E' di gravita' inaudita quanto compiuto oggi dal Procuratore Capo di Trieste che interviene nella campagna referendaria in corso fornendo informazioni false all'opinione pubblica e condizionando quindi il libero convincimento dei cittadini italiani sull'espressione del voto. Il dottor De Nicolo afferma che come conseguenza dell'eventuale vittoria del Si' sul referendum sulla limitazione del ricorso alla custodia cautelare si avrebbe l'impossibilita' di procedere all'arresto dei presunti responsabili di traffico di droga 'a prescindere dalle quantita', anche mostruose' con riferimento alla grossa operazione della Direzione distrettuale antimafia di Trieste che ha portato a un maxi-sequestro di cocaina.

Di tutta evidenza il Procuratore opera una mistificazione della realta' e del senso stesso del referendum che non eviterebbe affatto il ricorso alla custodia cautelare in casi di reati di criminalita' organizzata, tantomeno di traffico internazionale come in questo caso. Perche' allora intervenire in questo modo lesivo del dibattito democratico, gia' viziato dalla mancanza di informazione pubblica sui temi del referendum, e lesivo anche dell'Ufficio che il Procuratore ricopre? Procederemo alla segnalazione al Procuratore Generale presso la Cassazione e alla Ministra affinche' siano presi tutti gli opportuni provvedimenti per sanzionare una condotta estremamente grave. Parallelamente valutiamo anche un esposto per violazione dell'articolo 98 del T.U. delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati, il quale punisce chiunque, investito di un pubblico potere o funzione civile, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a vincolare i suffragi degli elettori o ad indurli all'astensione.

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