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Mobilitiamoci per salvare l'aborto e fermare i reazionari

Intervista a Emma Bonino di Valentina Ascione e Angela Azzaro per Il Riformista 

Emma Bonino, storica leader radicale, fondatrice di Più Europa. Una vita in prima linea nella lotta per i diritti delle donne, e non solo. Inclusa la libertà di scelta sull’aborto. L’abbiamo intervistata all’indomani della bufera sul disegno di legge depositato dal senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia), “per il riconoscimento giuridico del concepito”.

Insomma, Bonino, la destra in parlamento parte subito all’attacco della legge 194...
Lo stesso ddl era stato presentato nella scorsa legislatura e in quella precedente, quindi da parte di Gasparri nessuna novità. La novità semmai risiede nel contesto politico generale e cioè nella vittoria di una destra apertamente reazionaria sui diritti civili.

Come si può rispondere all’offensiva?
Dipenderà dal tipo di reazione che le donne opporranno a questa proposta. È una vita che mi sgolo dicendo: stiamo attenti, state attenti! I diritti non sono acquisiti per sempre e bisogna coltivarli e curarli ogni giorno. E poi capita di perderli. L’opposizione in parlamento dirà di no, ma visti i numeri non basta. Se non si muove nessuno, rischiamo che passi anche se non lo darei per scontato. Mi piacerebbe che, al di là delle dichiarazioni, si creasse una mobilitazione reale nel paese.

Eppure lei in campagna elettorale aveva messo in guardia sul pericolo di passi indietro sul terreno dei diritti. Il suo allarme non ha fatto breccia?
Mi spiace molto. Le uniche che si sono mosse su questo tema sono l’Associazione Luca Coscioni e altre associazioni. A parte loro, questo mio warning non è stato colto da nessuno.

Come mai?
Forse perché in gran parte le persone erano incredule o comunque credevano che non potesse succedere nulla di simile. E invece sta succedendo, perché l’impostazione della destra che ha vinto è non solo conservatrice, ma addirittura reazionaria, il che è insito nel populismo, nel nazionalismo. Quindi se non ci svegliamo, se il Paese non si sveglia neppure adesso, c’è da aver paura.

Insomma, i diritti civili, frutto di faticose battaglie, sono stati dati per scontati?
Quelli vecchi si danno sempre per scontati. Invece sui nuovi diritti ancora da conquistare non si insiste granché nel Paese, a parte quello che fanno Marco Cappato e pochi altri. Questo è un paese, sui diritti civili, abbastanza “indifferente”.

Proprio l’Associazione Luca Coscioni, con la sua Segretaria Filomena Gallo, sollecita una revisione della legge sull’interruzione di gravidanza per meglio tutelare i diritti delle donne.
In teoria ha ragione. In pratica, stante questa maggioranza, non ho fiducia che si vada nella direzione indicata dall’Associazione Coscioni. Certo la legge 194, che ha più di 40 anni, avrebbe bisogno di un “tagliando”, ma il mio timore è che nel clima attuale la messa a punto sia solo negativa. Per esempio, la legge già prevedeva, all’articolo 15, che gli ospedali autorizzati dovessero adottare le i metodi meno invasivi offerti dalla ricerca scientifica. E invece anche per autorizzare l’utilizzo della pillola abortiva, la Ru486, ci sono voluti dieci anni di lotte da parte di Silvio Viale e altri. E pure quando finalmente è stata autorizzata, sono stati fissati talmente tanti paletti, più o meno ipocriti, che nessuno poi li rispettava impedendo di fatto l’accesso a questo metodo.

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