Comunicato stampa di Riccardo Magi
La domanda è: a qualcuno in questo paese interessa ancora la democrazia? Questa è la domanda che dobbiamo porci mentre discutiamo la legge elettorale proposta da governo e maggioranza.
Questa è la scheda che si troveranno di fronte gli italiani. Una scheda nella quale ci saranno decine, decine di nomi bloccati. I nomi dei dei collegi plurinominali, quindi nel proporzionale, e i nomi nel listone per il premio di maggioranza. Saranno in parte gli stessi, perché quelli che sono candidati per il premio di maggioranza devono essere anche candidati lì.
In più, è possibile arrivare fino a cinque candidature in cinque collegi diversi nel proporzionale. Quindi c'è un obbligo di pluricandidatura col listone. I cittadini si troveranno davanti un elenco di nomi bloccati che loro potranno ingoiare, ingurgitare, oppure non potranno fare alcuna scelta.
Che effetto avrà questo sui cittadini? Come ho fatto vedere oggi in Aula, l'effetto sarà che i cittadini o gli verrà voglia di strappare la scheda quando saranno nella nella cabina elettorale, oppure semplicemente non andranno a votare. E noi siamo già un paese che vede un drammatico astensionismo.
Questa legge è antidemocratica, è plebiscitaria, è uno sfregio alla Costituzione.
Ho ricordato in Aula questa mattina gli interventi di Giorgio Almirante — che dovrebbe dire qualcosa alla destra italiana — che si era opposto alla legge truffa del '53 insieme a Palmiro Togliatti, insieme a Piero Calamandrei. E si era opposto esattamente con l'argomento che quella legge, che dava un premio di maggioranza a chi avesse raggiunto il 50% dei voti nel paese — quindi dava un premio di maggioranza a chi era maggioranza nel paese —, stava di fatto riformando la Costituzione. Bene, quella era la legge del '53. La legge del 2026 della destra è molto peggio di quella del '53! Perché lì il premio si dava a chi raggiungeva il 50%, qui il premio viene dato a chi raggiunge il 42%.
Cioè, si trasforma una minoranza nel paese in una maggioranza nel Parlamento.