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La Nato, la Crimea e la disinformazione dei media italiani

Benedetto Della Vedova 

 

In questi giorni sui media italiani venivano accostate due “notizie”.

La prima, l’intenzione di Zelensky di cedere la Crimea.
La seconda quella della NATO che non ricoscerà mai la Crimea come parte della Russia.
Sintesi nel titolo di oggi del quotidiano più vicino al M5S: NATO contro Zelensky, “la Crimea è nostra”.

Chi, incuriosito come me, abbia dapprima fatto un giretto sui siti europei per vedere come questi temi venivano trattati, avrà visto che, semplicemente, non erano un tema.
Infatti le “notizie” semplicemente non erano tali, se non per alcuni titolisti e analisti frettolosi o faziosi.

Zelensky, dopo aver ricordato di essere stato eletto Presidente dell’Ucraina e non di una mini-Ucraina, ha detto che per aprire i negoziati di pace la Russia dovrebbe ritirarsi sulle posizioni del 23 febbraio; una cosa di buon senso che non significa “cedere” il Donbas o la Crimea, ma chiedere ai russi di ritirarsi dai territori occupati dal 24 febbraio in poi come precondizione per avviare colloqui di pace.
La notizia, dunque, è che Zelensky ha ribadito la disponibilità ad un negoziato di pace, purché si riporti la situazione al 23 febbraio.

Quanto alle parole del Segretario generale della NATO, Stoltenberg, ha ripetuto un concetto assodato, e cioè che i paesi della NATO non riconosceranno l’annessione illegale della Crimea, una posizione scontata e ribadita decine e decine di volte.

Ricordiamoci che al 23 febbraio erano già in vigore sanzioni della Ue contro la Russia, relative proprio all’annessione illegale della Crimea del 2014 e che non c’è alcuna ragione per cambiare idea su questo mentre i missili cadono sulle abitazioni civili di Odessa o Leopoli.

Qualcuno ha obiettato sulla opportunità di ripetere questa affermazione in questo contesto, ma è tutt’altra cosa dai titoli dei media italiani.

Stoltenberg ha poi aggiunto un’altra considerazione abbastanza scontata quanto doverosa, cioè che sui termini di un accordo di Pace con la Russia decideranno gli ucraini e nessun altro.
La situazione scaturita da un accordo di pace sottoscritto dai belligeranti e riconosciuto dalla comunità internazionale definirebbe per altro un nuovo quadro giuridico.

La guerra di occupazione russa dell’Ucraina prosegue da oltre due mesi seppure con risultati militari fino ad oggi decisamente insoddisfacenti per Mosca, dal momento che i bombardamenti e le violenze sui civili non hanno garantito a Putin il successo militare che si attendeva.

La volontà degli Ucraini e di chi ne sostiene la resistenza all’aggressione con le sanzioni, l’accoglienza dei profughi e la fornitura di armi per la difesa è di arrivare il prima possibile ad un cessate il fuoco che spiani la via al negoziato di pace, non ad una resa alle prepotenze.

Ma questa è la guerra di Putin, lui l’ha iniziata e lui la può far cessare con una semplice decisione. Se lui dovesse mantenere il proposito dei deucrainizzare l’Ucraina la guerra non finirà, perché Zelensky non accetterà di arrendersi o di smettere di difendere milioni di suoi concittadini che rischiano l’occupazione putiniana.

Quella che si combatte in Ucraina non è una guerra per procura tra Nato e Mosca: questa è la propaganda di Putin.

L’Ucraina può contare sul sostegno di molti paesi del mondo, tra cui l’Italia, questo sì. Alle nazioni Unite solo 5 paesi hanno votato contro la condanna dell’aggressione russa all’Ucraina.

Questa, non dimentichiamocelo, è la guerra scatenata dai russi che stanno cercando di sottomettere un paese libero e sovrano che ha scelto come proprio destino migliore quello di rafforzare la democrazia verso l’Unione europea; e per questo viene colpita.

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  • Luigi Quercetti
    published this page in News 2022-05-08 17:34:20 +0200