Comunicato stampa di Riccardo Magi
Il governo è entrato in una crisi irreversibile: ce lo dimostra l’intervento da avvio di campagna elettorale di questa mattina di Giorgia Meloni. Ma un anno di campagna elettorale, perché il governo ha esaurito la spinta politica, questo paese non può permetterselo: non farà del bene al paese e questa è un'altra cosa di cui Meloni si assume la responsabilità.
Noi ci saremmo aspettati questa mattina un mea culpa per il “non condanno né condivido” che aveva espresso in merito alle scelerate guerre di Trump e Netanyahu; ci saremmo aspettati un passo indietro dopo la bocciatura del referendum sulla giustizia in cui la destra è riuscita nel capolavoro di trasformare una battaglia garantista in una campagna giustizialista, e il risultato che avete raccolto è il frutto anche di questo cortocircuito oltre che del no a tutta l'azione del suo governo espresso da milioni di italiani; ci saremmo aspettati le scuse per non aver potuto porre un freno all'aumento dei prezzi causati dalla dall'iniziativa del presidente americano; ci saremmo aspettati una strategia energetica che ci affranchi dai combustibili fossili; ci aspettavamo forse troppo, ma questa mattina veramente ogni aspettativa anche le più basse sono state tradite: Meloni ha fatto un discorso da gioco delle tre carte intriso di vittimismo in cui ha confermato che andrà avanti su questa strada.
Dopo la sconfitta del referendum Meloni ha fatto saltare qualche testa. Potrà anche costringere alle dimissioni tutti ma il problema non sono i suoi ministri ma problema è la stessa presidente Meloni, le sue idee e le sue convinzioni. Doveva essere il ponte tra l'Italia e l'Europa e Trump e ha preferito poi il presidente degli Stati Uniti, che ha bombardarto quel ponte con i dazi e con gli attacchi unilaterali. Il re è nudo la politica estera del governo è nuda e chi le chiede di fare la scelta, non si rende conto che Meloni la scelta già l'ha fatta. Ha scelto Orban, ha scelto di strizzare l'occhio alle autocrazie ed è la scelta sbagliata che condanna e danneggia gli interessi degli italiani.