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Fine Vita: Magi, Martina squarcia ipocrisia parlamento, serve legge ma non questa

Comunicato stampa di Riccardo Magi

Dopo Laura Santi, ci lascia anche Martina Oppelli a cui va il nostro pensiero e la nostra gratitudine per un atto di coraggio che squarcia l’ipocrisia della politica italiana. Come Laura, Martina lancia un drammatico appello al Parlamento che da anni è sordo davanti alle sofferenze altrui. Un appello che, come quello di Laura, tocca il cuore delle persone e la coscienza di noi parlamentari: serve una legge dignitosa sul fine vita, non possiamo indugiare oltre. Ma, attenzione, non questa legge: serve una legge che abbia “un senso”, che non escluda nessuno da questo diritto. Martina ha visto per ben tre volte negare in Italia il diritto a una fine dignitosa ed è dovuta andare in Svizzera. Ecco perché le sue parole pesano come pietre sul parlamento: un fine vita dignitoso non può dipendere dal conto in banca, visto che vogliono escludere il Sistema Sanitario Nazionale, oppure dal comitato etico di Palazzo Chigi, magari scelto con il benestare dei ProVita, o dipendere da altri paletti come l’obbligo di cure palliative. La proposta di legge in discussione al Senato è un passo indietro rispetto alla sentenza della Consulta. Meglio nessuna legge che questa legge. Speriamo che le parole di Martina e Laura vengano ascoltate.

C’è la proposta di legge popolare dell’Associazione Coscioni che abbiamo sostenuto e di cui è appena stato incardinato l’esame proprio al Senato e c’è la nostra proposta di legge, depositata alla Camera in attesa di essere calendarizzata: se davvero il parlamento vuole intervenire sul fine vita, basta la volontà politica e la dignità di dare una risposta a tante persone che chiedono solo di essere libere fino alla fine.

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  • Pasquale Domingos Di Pace
    published this page in News 2025-08-04 15:06:19 +0200