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E la Cina vietò Animal Crossing

di Francesco Saltarin e Vincenzo Noviello

A quanto pare a Xi JinPing i videogiochi proprio non piacciono, dato che non è affatto il primo episodio di censura da parte del Partito Comunista Cinese verso questi media, sebbene qualsiasi casa editrice per accedere al redditizio mercato cinese debba passare per le maglie del regime e stipulare accordi indirettamente con esso, spesso attraverso la Tencent, il colosso informatico cinese.

Questa volta parliamo però del nome forse più noto: Nintendo, in particolare con il suo “Animal Crossing: New Horizons”. Per coloro che non lo conoscessero, è una sorta di simulatore di vita bucolica dove è possibile curare la propria isoletta coltivando alberi da frutta, pescare, cacciare insetti e arredare la propria casa, tutto in compagnia di animaletti parlanti vicini di casa.

Perchè allora il partito comunista (quello con cui Alessandro Di Battista vorrebbe che l’Italia si alleasse) ce l'ha tanto con questo titolo? Beh, semplicemente perchè non è in grado di monitorare l'attività dei giocatori all'interno del gioco. Oltre a curare il proprio idillio digitale, possiamo infatti anche visitare le isole di altri giocatori online, scambiare oggetti e persino comunicare in chat.

Il nodo è però che Nintendo, a differenza di altre case, pur avendo stipulato un accordo con Tencent per la distribuzione di Nintendo Switch e dei suoi titoli in Cina, non ha concesso a quest'ultima di monitorare l'attività online dei giocatori. Le isole di Animal Crossing sono quindi diventate anche un rifugio per la libertà di parola e nel giro di pochi giorni si sono trasformate in luoghi di protesta online, soprattutto per i dimostranti di Hong Kong.

La decisione del PCC non si è fatta aspettare, vietando la vendita sia fisica che sullo store online di Nintendo del titolo.

I giocatori che però avevano già acquistato il titolo potranno comunque continuare a giocare proprio in forza del rifiuto di Nintendo al monitoraggio. E, giocando, appunto, a reclamare libertà. Quello che purtroppo non potranno più fare quanti non hanno mai acquistato il gioco.

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