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Voto 16

In Italia, a 16 anni si può lavorare, si pagano le tasse, si può lasciare la scuola, firmare contratti, essere chiamati a rispondere delle proprie azioni anche sul piano penale. Ma non si può scegliere da chi essere rappresentato. Una distorsione democratica evidente.

Chiedere che i 16enni possano votare non è una battaglia simbolica: è un modo concreto per riportare al centro dell’agenda pubblica una generazione che oggi non pesa nelle urne e, per tale ragione, pesa sempre meno nelle decisioni. Aprire ai giovani le urne significa chiedere alla politica più attenzione ai temi che determinano il futuro del Paese: scuola e università con maggiore peso in Legge di Bilancio, diritto all’abitare, detassazione per gli under 35, ambiente, ricerca, innovazione. Ma significa anche porre un freno al debito pubblico improduttivo, quello che non crea crescita ma scarica costi sulle spalle di chi oggi ha 16 anni e domani dovrà ripagarlo.

Questa richiesta, d’altronde, nasce da una convinzione semplice: meglio far decidere ai giovani, oggi, l’Italia in cui vogliono vivere, invece di vederli cambiare Paese domani. E lo si fa senza scorciatoie: non si chiede alcuna agevolazione, nessun posto riservato, nessuna quota bloccata. Si chiede rappresentanza. Si chiede di poter incidere sulle priorità, sulle proposte, sull’agenda politica di chi governa e di chi scrive le leggi che segneranno i prossimi decenni.

Chiediamo quindi che il Parlamento italiano attui questa riforma costituzionale entro la fine dell’attuale legislatura, estendendo il diritto di voto attivo ai cittadini e alle cittadine che abbiano compiuto 16 anni, così da renderlo effettivo a partire dalle elezioni politiche del 2027. Il tempo per farlo, c’è. E la discussione sulla nuova legge elettorale è, seppur indirettamente, un’occasione imperdibile per realizzare anche questa riforma.

Questo è dunque un appello diretto al Parlamento: per una volta, proviamo a riportare equilibrio generazionale nelle scelte pubbliche.

Ma ora dipende anche da te. Firma l’appello e sostieni il diritto di decidere oggi il Paese in cui vivere domani.

 

FAQ – Campagna Voto16

Tutte le risposte, in modo chiaro e rapido.

Voto16 è un appello che chiede l’estensione del diritto di voto attivo ai cittadini e alle cittadine che abbiano compiuto 16 anni, a partire dalle elezioni politiche del 2027.

Voto16 nasce da +Europa, che ha scelto di promuovere e mettere a disposizione strumenti politici e istituzionali per aprire questo dibattito. L’appello, che ha come primo firmatario il Sindaco Fabio Signoretta, è pensato per coinvolgere associazioni, movimenti studenteschi, realtà civiche, amministratori locali e singoli cittadini di ogni orientamento politico.

Perché oggi a 16 anni si hanno già molti doveri e responsabilità: si può lavorare, pagare le tasse, firmare contratti in alcuni casi, essere chiamati a rispondere delle proprie azioni anche sul piano penale. Ma non si può scegliere da chi essere rappresentati. È una distorsione democratica evidente.

Sì. È necessario modificare l’articolo 48 della Costituzione, che oggi collega il diritto di voto al raggiungimento della maggiore età.

Il tempo per farlo c'è. Si tratta di una riforma concreta che riporta al centro dell'agenda politica una generazione che oggi pesa troppo poco alle urne e nelle decisioni pubbliche che ne determinano il futuro: rimandare è una scelta politica, non tecnica.

No. Sarebbe un diritto, non un obbligo, esattamente come per tutti gli altri cittadini.

No. La proposta riguarda esclusivamente il diritto di voto attivo. L’età per candidarsi alle cariche elettive resterebbe quella prevista oggi.

Chiediamo che, nel quadro del lavoro già in corso sulla modifica della legge elettorale, il Parlamento approvi una riforma costituzionale che estenda il diritto di voto ai 16enni, rendendolo effettivo a partire dalle elezioni politiche del 2027.

Firmare l’appello, parlarne con amici e familiari, sostenere pubblicamente la campagna sui social e contribuire ad allargare il confronto.
Hai ancora dubbi? Scrivici o condividi la pagina: più se ne parla, più questa riforma diventa possibile.

Aggiungi la tua firma!


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  • Michelangelo Gigli
    published this page 2026-01-19 11:56:38 +0100