L'Europa sembra immobile. Guarda mentre il mondo accelera, mentre i conflitti avanzano, mentre la guerra torna a essere la lingua delle relazioni internazionali. Guarda e non decide. Guarda e non protegge. Guarda e si divide. Nata come progetto di pace, oggi l'Unione Europea fatica perfino a difendere se stessa.
Questo non è un tempo neutro. È un tempo che chiede scelte. Cosa non funziona più in Europa? Perché l'Unione non riesce a contare, a incidere, a farsi rispettare? Che tipo di europeismo può sopravvivere in un mondo di potenze armate, guerre permanenti e dipendenze strategiche?
📋 Programma dell'evento
Sabato 28 marzo 2026 — Nazionale Spazio Eventi, Roma
Registrazione partecipanti e welcome coffee
Introduzione della giornata con Riccardo Magi — deputato della Repubblica e segretario di +Europa
Fondatrice di +Europa, già Commissaria europea e Ministro degli Esteri
Eurodeputato Renew Europe, giornalista
Professore di Scienza politica e Relazioni internazionali, LUISS
Direttrice dell'Istituto Affari Internazionali (IAI)
Sindaco di Roma, già eurodeputato e ministro dell'economia
Docente di macroeconomia, Sciences Po e LUISS
Già eurodeputato Verdi/ALE, autore
Attivista russa per i diritti civili
Presidente del Gabinetto di transizione unita bielorussa
Vicesegretario Movimento Federalista Europeo
Giornalista, presidente Europa Now
Scrittore e sceneggiatore
Già vicepresidente del Consiglio, ministro della Cultura e Sindaco di Roma
Già ministra per l'Integrazione
Ambasciatore
Già sottosegretario alla Giustizia
Presidente Movimento Europeo Italia
Segretario nazionale del PSI
Politologa, ricercatrice Istituto Affari Internazionali
Editore, già segretario di Possibile
Già Presidente del Consiglio e Commissario europeo
Sindaco di Napoli e presidente ANCI
Ambasciatore della Repubblica italiana
Scrittore, già sindaco di Roma
Riccardo Magi — deputato della Repubblica e segretario di +Europa
Perché questa convention
"Tutta l'Europa che manca" è una convention sul federalismo europeo, ma non su quello rituale e consolatorio. È una discussione politica necessaria su ciò che l'Europa non ha voluto diventare. E su ciò che deve necessariamente essere.
Per troppo tempo abbiamo raccontato l'Europa come una favola morale: un insieme di valori che si sarebbero difesi da soli. Oppure l'abbiamo ridotta a caricatura: una burocrazia fredda, distante, sospetta. In entrambi i casi, ci siamo illusi. Perché i valori, se non hanno forza, vengono calpestati. E le istituzioni, se non hanno potere, diventano bersagli.
Serve un federalismo europeo adulto. Che non confonda i sogni con le condizioni per realizzarli. Le priorità oggi sono materiali, concrete, decisive: energia, risorse, industria, difesa, finanza comune. I padri fondatori lo sapevano: prima il carbone e l'acciaio, poi le regole e il mercato unico, poi i diritti. Noi abbiamo fatto il contrario. Abbiamo invocato la democrazia senza costruirne le fondamenta. Così l'Europa è diventata fragile. Dipendente. Ricattabile.
I veti, gli egoismi nazionali, le piccole sovranità usate come alibi hanno bloccato tutto. Ogni Stato ha difeso il proprio orto mentre il campo comune bruciava. Il risultato è un'Europa che parla di libertà ma dipende da altri per l'energia, la sicurezza, la finanza. È ora che l'Europa si dia una sveglia.
Ci serve un'Europa che abbia la forza di mantenere la sua libertà e la sua indipendenza.
Di fronte alle sfide globali, lo Stato nazionale è diventato troppo piccolo. Troppo debole. Troppo solo. Nessun Paese europeo, da solo, può difendere la democrazia nel mondo che viene. La democrazia, se vuole avere un futuro, deve avere una dimensione europea.
Questa convention nasce per questo: per dire la verità sull'Europa. Per rilanciare un processo costituente europeo serio fondato su sovranità reale, democrazia e libertà.
Per fare tutta l'Europa che serve.