Comunicato stampa di Riccardo Magi
Il nodo concessioni arriva al pettine, i contribuenti si vedono scaricare addosso i costi della mancanza di concorrenza e non vanno più in spiaggia a farsi spennare per un ombrellone e per un lettino. I balneari sono causa del loro stesso flop, con l’aiuto di un governo che ha costruito un muro anticoncorrenziale pur di difendere questa lobby. Altro che Europa matrigna: la corporazione dei concessionari delle spiagge ha tenuto in ostaggio gli arenili con la complicità dei governi, arrivando in alcuni casi addirittura a privare le persone persino della vista del mare.
Pochi euro all’anno per interi pezzi di spiaggia e un progressivo rincaro ingiustificato dei costi che si abbatte sui cittadini. Una situazione che ha portato in molti casi anche l’azzeramento delle spiagge libere. Ora che gli stabilimenti sono deserti e gli italiani non hanno più soldi da farsi depredare, i balneari si rendano conto che questo modello è fallito.
In tutto questo dov’è Santanchè? È ora di dire basta alle proroghe sulle concessioni, di liberare le spiagge e di aprire il mercato, unico modo per avere prezzi più bassi e per consentire a tutti gli italiani di passare una giornata al mare senza essere depredati.