No Melonellum
Appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro la nuova legge elettorale cosiddetta Melonellum.
La legge elettorale non è una norma tecnica. È la regola che trasforma il voto dei cittadini nella composizione del Parlamento e incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e istituzioni rappresentative. Per questo non può essere modificata per favorire chi governa né per alterare artificialmente il rapporto tra consenso e rappresentanza.
Il nuovo testo in discussione in Parlamento suscita profonde preoccupazioni. Una coalizione che ottenesse circa il 42% dei voti potrebbe ricevere automaticamente il 55% dei seggi grazie a un ampio premio di maggioranza. In questo modo una minoranza degli elettori potrebbe trasformarsi in una maggioranza parlamentare garantita, alterando profondamente il rapporto tra volontà popolare e rappresentanza istituzionale.
La Corte costituzionale ha affermato che eventuali meccanismi premiali possono essere compatibili con la Costituzione solo se rispettano criteri di ragionevolezza e proporzionalità. Il principio di eguaglianza del voto sancito dall'articolo 48 della Costituzione impone che il rapporto tra voti e seggi non venga alterato in misura tale da compromettere la corretta rappresentazione della volontà popolare.
A rendere ancora più problematica la riforma sono altri due elementi
- L'eliminazione dei collegi uninominali. Verrebbe meno uno dei pochi strumenti che consentono agli elettori di scegliere direttamente tra candidati che si confrontano sul territorio, rafforzando ulteriormente il potere delle segreterie di partito nella selezione della classe politica e indebolendo il legame tra eletti ed elettori.
- L'indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio. Un meccanismo che spinge la competizione verso una personalizzazione sempre più marcata e rafforza l'idea che il voto serva a eleggere direttamente un capo, anziché un Parlamento rappresentativo della pluralità del Paese.
In una democrazia parlamentare il voto serve a eleggere il Parlamento, non a conferire pieni poteri a una singola persona. La nomina del Presidente del Consiglio, ai sensi dell'articolo 92 della Costituzione, è prerogativa del Capo dello Stato e il Governo trae la propria legittimazione dal rapporto fiduciario con le Camere.
In una fase storica segnata da una crescente disaffezione verso la politica e da livelli record di astensionismo, appare particolarmente grave intervenire sulle regole del gioco a ridosso delle prossime elezioni e senza un ampio consenso parlamentare. Le leggi elettorali non sono strumenti nelle mani della maggioranza di turno: sono il fondamento della fiducia tra cittadini e istituzioni e dovrebbero essere il risultato di un confronto il più possibile condiviso.
Per queste ragioni ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e dell'equilibrio democratico della Repubblica, affinché richiami tutte le forze politiche alla responsabilità che deriva dalla scelta delle regole fondamentali della democrazia. Quando è in discussione il valore del voto e la qualità della rappresentanza, non è in gioco l'interesse di una parte, ma la tenuta stessa della nostra democrazia parlamentare.