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Le regioni europee contro il Covid-19

Di Anita Bernacchia

Anche il Comitato delle regioni, l’istituzione ponte tra l’UE e i governi locali e regionali d’Europa, si mobilita nella lotta all’emergenza coronavirus.

Già due settimane fa il neoeletto presidente del Comitato, il greco Apostolos Tzitzikostas, aveva invocato un meccanismo di 10 miliardi di euro per l’emergenza sanitaria, fondi freschi da aggiungersi alle attuali risorse previste dai fondi strutturali, da riprogrammare per finanziare nuove assunzioni di personale medico e interventi per l’igienizzazione di ospedali e scuole.

Nell’ottica di stabilire una rete comunicativa e di mutuo sostegno tra enti locali e regionali europei nella complessa battaglia sanitaria, la Conferenza dei presidenti del CdR ha lanciato un piano d’azione in 5 punti. Queste le misure previste:

  1. promuovere il sostegno UE agli enti locali e regionali in ambito sanitario chiedendo l’introduzione di un meccanismo UE per le emergenze sanitarie;
  2. creare una piattaforma per lo scambio, la cooperazione e il sostegno reciproco tra città e regioni di tutta l'UE;
  3. mettere in campo meccanismi che forniscano un feedback concreto su come affrontare gli aspetti sanitari, sociali ed economici della pandemia dalla prospettiva regionale e locale, e il loro impatto sulle persone e le comunità locali;
  4. fornire regolarmente agli enti locali e regionali informazioni pratiche sulle misure dell'UE per affrontare la crisi;
  5. agevolare una verifica sul campo delle misure adottate dall'UE per combattere la pandemia; infine raccogliere dai membri del CdR elementi fattuali per migliorare le politiche UE sulla base delle esperienze maturate a livello locale e regionale.

Il Comitato delle regioni invita quindi i suoi membri, i presidenti di regione, i sindaci e altri esponenti locali a partecipare alla piattaforma di scambio con idee e proposte, condividendo richieste da affrontare a livello UE e inviando il feedback di città e regioni su come le istituzioni europee stanno rispondendo alla crisi.

Link alla piattaforma: https://cor.europa.eu/it/engage/Pages/COVID19-exchangeplatform.aspx

In aggiunta a questo, la commissione per la politica economica (ECON), una delle 6 tematiche del Comitato, ha avviato un bollettino periodico per monitorare costantemente il dibattito sull’impatto socio-economico e le diverse misure economiche attuate e da attuare a livello locale, nazionale e UE.

Nella lotta alla pandemia, dunque, le città e le regioni d’Europa non vengono lasciate sole. Il futuro dipende molto dagli investimenti nella politica di coesione, di cui il Comitato chiede da tempo lo snellimento e la facilità di accesso per le regioni, anche tramite la Cohesion Alliance lanciata nel 2017. I fondi di coesione hanno nel tempo contribuito alla crescita, alla creazione di posti di lavoro, infine alla diminuzione della disparità tra regioni europee.
È notizia di queste ore che, nell’ambito della manovra SURE annunciata dalla Commissione europea, le risorse non impegnate dei fondi di coesione (fondo europeo per lo sviluppo regionale, fondo sociale europeo e fondo di coesione) verranno devolute per affrontare gli effetti della crisi sanitaria, in uno spirito di flessibilità e solidarietà dettato dalla difficile situazione che stiamo vivendo.

Una risposta efficace nel contrastare il coronavirus, ora e in un quadro post-pandemia, può e deve venire da una rinnovata interazione tra livello locale, nazionale ed europeo, punti cardine di una buona governance UE. Con lo sguardo a una sempre maggiore integrazione economica e a un rilancio del progetto federale, di cui le regioni europee sono giocoforza l’unità minima privilegiata e il cuore pulsante.

*Articolo apparso in un'altra versione su Eurobull, 27 marzo 2020.

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