Comunicato stampa di Riccardo Magi
Dalle audizioni che sono tenute questa mattina alla Camera in Commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale è emerso in modo chiaro che il testo approvato dal Senato, e ora all'esame di Montecitorio, è viziato da norme sproporzionate, quindi irragionevoli e discriminatorie per quanto riguarda gli obblighi di raccolta del firme per accedere alla competizione elettorale. In passato ci sono stati interventi legislativi su questa materia nell'imminenza delle elezioni, che spesso hanno prodotto delle posizioni di privilegio di alcune forze politiche rispetto ad altre, ma mai si è intervenuti ostacolando in modo così abnorme la partecipazione di nuove forze politiche.
Come argomentato efficacemente da Mario Staderini, autore del ricorso alle Cedu in materia elettorale, l'innalzamento del numero di firme supera abbondantemente in ben due circoscrizioni la soglia dell'1% degli aventi diritto al voto, ed è quindi certamente illegittimo, ma in generale appare del tutto sproporzionato e discriminatorio, a maggior ragione essendo irragionevolmente impedita la raccolta firme in modalità digitale con Spid. Questa legge si conferma come un tentativo di manipolazione della volontà popolare contro cui combatteremo in tutte le sedi e con tutti gli strumenti politici e giudiziari.