sabato scorso, 9 maggio, Festa dell'Europa, eravamo alla Biennale di Venezia. Davanti al padiglione russo abbiamo fatto ascoltare ai visitatori la vera performance di Putin: il suono delle sirene antiaeree che da quattro anni accompagna ogni giornata dei civili ucraini sotto i bombardamenti.
Con me c'erano dirigenti e militanti di +Europa, l'ex ministra Cecile Kyenge ed Eric Jozsef dell'associazione Europa Now. C'erano anche Michele Scibelli, candidato di Più Europa al consiglio comunale di Venezia del 24 e 25 maggio nella lista “Venezia Riformista” per Martella Sindaco, e Silvia Nalin, componente della Direzione nazionale di Più Europa: due persone che hanno scelto di mettere la propria città al centro di una battaglia che è insieme locale, europea e globale.
Abbiamo scelto la Festa dell'Europa per ricordare su cosa si fonda l'Unione: la libertà dagli oppressori, la giustizia, la democrazia. E lo abbiamo fatto nel nome di Olivier Dupuis, che si è speso per il riconoscimento dell'Ucraina come paese europeo.
Non eravamo lì per censurare la cultura russa. Eravamo lì per ribadire una cosa semplice: nel regime di Putin non esiste arte libera, non esiste cultura libera, non esiste spazio per il dissenso. L'unica cultura del Cremlino è quella della morte. In quel padiglione c'è arte di regime, perché l'arte libera in Russia viene perseguitata.
Per questo diciamo no alla propaganda russa. Mentre il Cremlino fa propaganda a Venezia, le bombe cadono su Kiev, Kharkiv, Kherson. Mentre il Cremlino fa propaganda alla Biennale, le sirene suonano a Kupiansk e a Odessa.
Il destino dell'Europa si gioca in Ucraina. Il futuro di pace e democrazia del nostro continente passa dal sostegno alla resistenza del popolo ucraino, con ogni strumento possibile. Continueremo a ripeterlo, dalle istituzioni e dalle piazze, finché sarà necessario.
Grazie per essere al nostro fianco.
Un caro saluto,
Riccardo Magi
Segretario di +Europa
