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Il 5G non è nemico del popolo: combattiamo la nuova psicosi

di Piercamillo Falasca

Sta partendo in Italia un nuovo fronte anti-scientifico, che vogliamo contribuire a contrastare: l’opposizione irrazionale e ideologica al 5G, la rete per le telecomunicazioni di ultima generazione.

L’evidenza scientifica ci dice che la nuova tecnologia non è migliore o peggiore di quelle già esistenti per la salute umana. Se “i cellulari fanno male”, fanno male anche oggi: aiutiamo dunque la ricerca a comprendere gli effetti dei campi elettromagnetici sui nostri corpi, evitando però che si diffonda una nuova psicosi collettiva, indotta dai soliti professionisti dell’allarmismo.

Il 5G promette di essere un salto eccezionale per la nostra società e pensare di escludere l’Italia dalla nuova tecnologia è semplicemente folle.

L’aumento esponenziale della velocità di trasmissione ei dati da connessioni mobili sarà solo uno degli effetti del passaggio dal 4G al 5G. Altre caratteristiche della nuova tecnologia modificheranno radicalmente la società, dall’automazione in ambito industriale e agricolo alle automobili senza guida, passando per le applicazioni mediche (la telemedicina), il lavoro a distanza, la realtà virtuale, i dispositivi di sicurezza civile e militare o i servizi amministrativi.

Perché il 5G farebbe più male delle tecnologie precedenti? Non è dato sapersi, non c’è alcuna evidenza scientifica che giustifichi l’opposizione al 5G, come si legge ad esempio in questo articolo di Wired.

Nelle prossime settimane e mesi, dovremo contribuire come potremo al dibattito pubblico, per evitare che - tra un Tav e un vaccino - anche il 5G diventi l’ennesimo “nemico del popolo”.

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