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Giustizia: Risoluzione +Europa, Governo ripristini legalita’ nelle carceri, stop sovraffollamento

Il governo si impegni “ad emanare un provvedimento urgente finalizzato a risolvere il drammatico sovraffollamento carcerario e a ripristinare la legalità costituzionale, anche valutando di prevedere un automatismo, al momento della cognizione, per disporre le misure alternative più idonee nei casi di pene inferiori ai quattro anni”. E’ quanto si legge nella risoluzione presentata da +Europa, a firma Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova e Luca Pastorino, in occasione delle comunicazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio. “La situazione del sistema penitenziario italiano è oggi una questione di legalità costituzionale prima ancora che di amministrazione: l’articolo 27 della Costituzione impone che la pena non degeneri in afflizione inutile e disumana e che sia orientata alla rieducazione. I numeri certificano un sistema fuori scala: al 31 dicembre 2025 la popolazione detenuta è pari a 63.499 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.277 posti, con un indice medio di affollamento del 123,8% e almeno 12.222 persone oltre la capienza regolamentare. L’effetto umano di questo collasso è drammatico e non più eludibile: nel 2025 si sono registrati 80 suicidi tra le persone detenute e almeno 238 decessi complessivi in detenzione. Si tratta di numeri che non descrivono “incidenti”, ma un sistema che produce disperazione e perdita di senso della pena sotto la custodia dello Stato; esiste inoltre una popolazione detenuta composta da soggetti doppiamente vulnerabili, come le detenute madri con figli al seguito” e “una parte rilevantissima del sovraffollamento ha una radice precisa e misurabile: la detenzione legata alla normativa sugli stupefacenti”. Inoltre, prosegue la risoluzione di +Europa, il sovraffollamento è aggravato anche da un uso esteso della custodia cautelare e dalla presenza di una quota non marginale di persone detenute in attesa di giudizio”. Le scelte del governo “non solo non hanno risolto nulla, ma hanno aggravato una situazione già estrema, perché la situazione della giustizia penale in Italia non si riforma con l’introduzione di nuovi reati e inutili aggravanti, ma con un sistema che funzioni: processi ragionevoli, pene proporzionate, misure alternative praticabili, trattamento effettivo e strutture territoriali capaci di assorbire i casi a bassa pericolosità”. La risoluzione invita il governo a valutare le proposte già depositate in Parlamento “coerenti con la finalità costituzionale della pena: l’istituzione di case territoriali di reinserimento sociale per persone a bassa pericolosità sociale e con pena residua breve, nonché l’introduzione di un meccanismo di “numero chiuso” che impedisca di eseguire la pena detentiva quando mancano posti conformi agli standard minimi e imponga soluzioni alternative, il rafforzamento dei diritti e delle condizioni minime di vita penitenziaria, inclusa l’attuazione effettiva del diritto all’affettività riconosciuto dalla Corte costituzionale e dalle linee guida amministrative”, conclude la risoluzione di +Europa.

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  • Pasquale Domingos Di Pace
    published this page in News 2026-01-23 13:16:35 +0100