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Coronavirus: I nostri emendamenti per tutelare tutti i lavoratori, dipendenti, autonomi e imprenditori.

di Valerio Federico e Piercamillo Falasca

Il “Cura Italia” non aiuta una parte di lavoratori che, al pari di chi è previsto venga tutelato dal decreto, produce ricchezza per il Paese.
Chiediamo diritti uguali per tutti, dipendenti, imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti, tutte le partite iva, badanti, colf. Il coronavirus non fa differenze, non le faccia il Governo.

Bene la misura di welfare anche per gli autonomi, ma è ingiusto discriminare chi tra loro non è iscritto all'INPS, i professionisti iscritti ad albi professionali con propria cassa di previdenza, come medici, architetti, commercialisti, avvocati, geometri e altri. Noi proponiamo, con un emendamento presentato al Senato da Emma Bonino, di portare a 1200 euro il contributo una tantum e di estenderlo a tutti, coprendolo con il differimento dell’erogazione delle pensioni a chi usufruisce di Quota 100 al primo gennaio 2021 e con la riduzione dei fondi destinati inopportunamente al buco nero Alitalia.

È inoltre necessario tutelare anche i debiti che gli imprenditori hanno tra loro, e che non saranno onorati a causa della crisi, non solo le imprese che hanno debiti con le banche. Senza questa tutela molte PMI rischiano il fallimento e non sarà sufficiente la cassa integrazione per tutelare i dipendenti. Servono liquidità immediata e garanzie finanziarie per tutte le micro e piccole imprese, sono già attuali i casi di mancati pagamenti a causa dell’emergenza in corso, ed è già partito un effetto domino che riguarderà molti. Si utilizzi dunque lo strumento del fondo centrale di garanzia anche per dare accesso diffuso al credito bancario finalizzato a non bloccare i pagamenti tra operatori economici.

Più Europa ha messo a punto una serie di emendamenti con questi obiettivi che puoi trovare QUI

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