Comunicato stampa di Riccardo Magi
Il governo chiarisca perché decine e decine di pazienti così come proprietari di animali domestici in cura con cannabis medica, provvisti di regolare prescrizione, sono stati chiamati in caserma e interrogati sulle proprie terapie, sui rapporti con i propri medici e sulle modalità di acquisto del farmaco. È quanto chiede il Segretario di +Europa, Riccardo Magi, in una interrogazione al Ministro della Salute, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell'Interno.
“Secondo quanto segnalato dall'associazione Meglio Legale e dall'avvocata Cathy La Torre - scrive Magi - numerosi cittadini con regolare prescrizione e che avevano ricevuto i medicinali a base di cannabis tramite consegna a domicilio, sono stati recentemente convocati dalle autorità di pubblica sicurezza come "persone informate sui fatti" nell'ambito di indagini volte a verificare il rispetto del divieto di spedizione tramite corriere; l’attuale quadro normativo evidenzia un cortocircuito interpretativo: la circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2020 ha esteso il divieto di spedizione dei dispositivi stupefacenti anche ai medicinali, la sentenza del Consiglio di Stato n. 6877 del 2024 ha stabilito che "la consegna di medicinali stupefacenti può avvenire solo da parte di enti o imprese autorizzate (...) a mezzo di agenzia di trasporto o corriere privato", categoria in cui le farmacie territoriali faticano a trovare un inquadramento autorizzativo chiaro; rendendosi impossibile la consegna a domicilio, nonché la possibilità di ritirare il farmaco vicino a casa per il già citato esiguo numero di farmacie che trattano questi medicinali (circa mille su 21 mila totali), l’attuale sistema costringe i pazienti a lunghi spostamenti per raggiungere i punti vendita più vicini che espongono i pazienti all’ulteriore rischio di revoca o sospensione della patente di guida anche in virtù delle recenti modifiche al Codice della Strada.
Per questo chiediamo al governo quali iniziative intende adottare per sanare le sovrapposizioni normative e la confusione interpretativa anche al fine di evitare situazioni che rischiano di discriminare cittadini con gravi problemi di salute che al momento attuale non possono agevolmente accedere alle cure prescritte e lecite in Italia. Resta da chiarire anche come sia stato possibile violare la privacy su dati sanitari tanto sensibili e come verranno protetti in futuro.