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Bonino, sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri un primo, seppur parziale, passo avanti

di Emma Bonino

La misura Decreto legge “Rilancio” sul capitolo della regolarizzazione dei lavoratori irregolari approvata dal Consiglio dei ministri di ieri, che prevede la possibilità per i cittadini stranieri di essere regolarizzati in seguito alla stipula di un contratto di lavoro rappresenta un primo passo importante verso il riconoscimento della dignità e dei diritti di centinaia di migliaia di persone straniere presenti Italia, finora ignorate.
Penso l’azione di governo, portata avanti in tal senso sia positiva, considerando anche che sembrava inimmaginabile fino a qualche settimana fa. Ribadisco, però, al contempo, che, per una reale efficacia dell’intervento, sarebbe stato necessario un allargamento ulteriore della platea dei beneficiari, non limitando l’accesso alla procedura di regolarizzazione prevista al comma 1 ai settori agricolo, di cura e lavoro domestico, ma aprendo anche agli altri comparti, come ad esempio quello edile, e che i requisiti sono ancora troppo stringenti per l’ottenimento del permesso di soggiorno di sei mesi per cercare un lavoro. Altrimenti, se la sola garanzia di un contratto di lavoro non è sufficiente, il popolo degli invisibili continuerà ad essere presente, con tutte le conseguenze economiche, sanitarie e di sicurezza sociale che ne derivano.
Nel testo, inoltre, sono stati inseriti paletti che rischiano, nei fatti, di ostacolare la procedura di regolarizzazione per tantissimi tra i lavoratori interessati e su cui vanno fatte delle correzioni

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