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Referendum: Magi, stop dibattito tra mozzaorecchie per il no e orbaniani per il si. Io a favore ma ho dubbi profondi

Comunicato stampa di Riccardo Magi

A una settimana dal voto referendario sulla separazione delle carriere, abbiamo voluto promuovere un appuntamento in cui si confrontano personalità di autentica ispirazione garantista, sia per il sì che per il no, perché finora ci è sembrato che la maggior parte delle voci che si sentono nel dibattito pubblico su questo appuntamento sono le voci della cultura dell'inquisizione più che della cultura della giurisdizione. Sono le voci degli orbaniani per il sì e dei mozzaorecchie per il no: il confronto nel merito che viene evocato da più parti a mio avviso è anche il portato di una decisione che il governo ha avuto nella fase di produzione legislativa in parlamento, perché ha trattato questa riforma esattamente come si tratta un decreto su cui si mette la fiducia, chiarendo da subito che non avrebbe preso in considerazione emendamenti di nessun tipo.

+Europa, nell’assemblea di dicembre, ha preso la decisione di sostenere la riforma, ritenendo che si tratta di uno strumento per realizzare il giusto processo, e quindi per rafforzare le garanzie del cittadino nell'ambito del procedimento a cui è sottoposto. Nel partito, la maggior parte dei dirigenti sostengono il sì attivamente ma ci sono numerosi dirigenti anche per il no: questa stessa divisione, probabilmente con proporzioni invertite, è anche quella dei nostri sostenitori, dei nostri simpatizzanti e dei nostri elettori. Personalmente ho sostenuto pubblicamente il sì, ma ho dubbi profondi, nel merito e nel metodo, perché questa riforma è pasticciata e sicuramente richiederà un nuovo intervento del Parlamento.

E poi il governo l'ha già smentita con i fatti, essendo uno dei governi più illiberali e antigarantisti della storia del paese. È una settimana decisiva: ci sono tanti italiani che vogliono votare nel merito e non per scuderia, che sono a favore della riforma ma che sono imbarazzati dalla campagna del Governo. Credo che sia arrivato il momento che Nordio, Meloni e Mantovano forniscano loro tutti gli elementi, anche su ciò che avverrà dopo, sui difetti di scrittura della riforma, sulla indifferenza per i controlli di legalità in modo da per permettergli di votare Sì con convinzione e non con la paura che quello che stanno dicendo in campagna si trasformi in realtà. Saranno quegli italiani a scegliere alla fine chi vincerà davvero. A loro, a noi ora devono arrivare spiegazioni precise.

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  • Pasquale Domingos Di Pace
    published this page in News 2026-03-16 13:37:28 +0100