Comunicato stampa di Riccardo Magi
Premetto che sono favorevole alla separazione delle carriere ritenendola uno strumento utile a garantire la terzietà del giudice e quindi ad inverare il giusto processo, pur con serie riserve su alcuni aspetti di questa riforma Nordio. Ma la destra di governo sta usando argomenti che sono opposti alle ragioni più profonde e direi al senso stesso della riforma che è la creazione delle condizioni migliori per garantire il giusto processo.
Questo è più di un corto circuito, è un’esplosione di contraddizioni che può portare molti cittadini, non solo avvocati, pur convinti della bontà della riforma ad allontanarsene. A non sentirsi rappresentati da certi toni e a sospettare intenzioni diverse da quelle dichiarate dal governo. Con la loro propaganda e i pacchetti sicurezza stanno aiutando il No.
Non è la separazione delle carriere a determinare che vi sia una Giustizia che prende gli ordini dal governo ma - sottolinea Magi - la volontà politica del governo sta strumentalizzando indegnamente una riforma giusta. Quanto sta accadendo in questi giorni mi sembra eclatante e rivelatore. Tutti i sinceri democratici ritengono che i fatti di Torino meritino scrupolose indagini e sanzioni penali per tutti i responsabili individuati. Senza indulgenze o giustificazioni sul piano politico. La destra di governo, che è più compattamente a sostegno della propria riforma costituzionale, in questo caso il processo se lo scorda proprio. Vuole la testa sul ceppo, subito. Si scorda quello che dovrebbe essere il motivo principale della riforma e in fondo ciò che conta davvero: avere un processo più giusto. Un’amnesia rivelatrice.
Qualche giorno fa il sottosegretario Mantovano ha invitato ad abbandonare i toni da crociata ma dovrebbe rivolgersi prima di tutto a Fratelli d’Italia e al comitato promosso dal primo partito di maggioranza che diffonde quotidianamente inviti a votare Sì per reazione alle decisioni della magistratura che hanno disapplicato o sanzionato alcuni misure illegittime adottate dal governo.