Comunicato stampa di Riccardo Magi
Nelle precedenti legislature, quando c'era il confronto con gli uffici del Viminale con la direzione dei servizi elettorali sul voto ai fuorisede, trovavamo un muro inscalfibile: ci veniva detto che non è possibile farla perché tocca delle questioni amministrative, delle questioni di fattibilità, delle questioni di sicurezza, di segretezza eccetera. E non c'è stata mai, da parte dei governi e delle maggioranze, la volontà politica di garantire il voto ai fuorisede.
La questione del voto fuorisede è importante perché tutto quello che riguarda le norme che decidono come si vota, chi vota, chi si può presentare alle elezioni, fino ad arrivare alla legge elettorale, è vicina al cuore della democrazia. E io ho il sospetto che non tutti vogliono recuperare l'astensionismo: anzi, penso che ci dovremo molto presto occupare anche di una nuova legge elettorale che favorirà ulteriormente l'astensionismo. Perché se un elettore non decide nulla, senza preferenze, senza collegi uninominali, senza doppio turno, perché questo elettore dovrebbe sentirsi incentivato ad andare a votare? Con la legge elettorale a cui la maggioranza starebbe lavorando sarà possibile stabilire la composizione del prossimo parlamento praticamente al 90%, perché tutto è bloccato e deciso dai segretari dei partiti: non è questo un modo per dire al cittadino che il suo voto non conta nulla?