Nessuno può essere detenuto per esecuzione di una sentenza in un istituto che non abbia posti letto regolarmente disponibili; qualora non sia possibile dare esecuzione alla sentenza di condanna a pena detentiva nell’istituto di assegnazione né in un altro istituto, si prevede che la pena sia espiata nella forma della detenzione domiciliare. E’ quanto prevede la proposta di legge a prima firma Riccardo Magi, segretario di +Europa, firmata anche dal deputato di Iv Roberto Giachetti e dai capigruppo di Pd, Avs e Azione in commissione Giustizia, Federico Gianassi, Devis Dori e Fabrizio Benzoni e presentata a Montecitorio insieme a Patrizio Gonnella (Presidente Associazione Antigone), Stefano Anastasia (garante dei detenuti del lazio), Franco Corleone (Presidente Società della Ragione), Caterina Pozzi (Presidente CNCA).
La proposta del numero chiuso stabilisce che il Ministero della giustizia predisponga una lista dei soggetti che attendono di scontare la pena della detenzione carceraria, secondo l’ordine cronologico dell’emissione delle condanne, e che sia mantenuto libero un adeguato numero di posti regolarmente disponibili affinché possa essere riservato all’esecuzione della pena nel caso di condanne per reati contro la persona o altri fatti gravi.
“Le carceri in Italia oggi sono l'unico luogo pubblico in cui si possono stipare le persone senza limiti di numero, contro qualsiasi norma sulla sicurezza e sulla dignità delle persone - ha spiegato Magi in conferenza stampa a Montecitorio-. Il numero chiuso rappresenta una valvola di salvaguardia della legalità escludendo reati di sangue, reati contro la persona o reati ostativi. Se si viene condannati e non c'è posto in carcere, automaticamente si accede alle misure alternative. Questo è un modo anche per rispondere alla destra che dice sempre di non volere misure una tantum, cioè misure che svuotino temporaneamente le carceri che dopo qualche mese tornano ad essere sovraffollate. Questa - ha continuato Magi - è invece una misura strutturale per evitare il sovraffollamento. Purtroppo abbiamo un Nordio che addirittura ritiene il sovraffollamento qualcosa di quasi positivo perché consente di prevenire i suicidi, visto che le persone stanno talmente stipate che si controllano a vicenda: sarebbe ridicolo se non fosse grave che il Ministro della Giustizia dica una cosa del genere”, ha concluso Magi.