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Beatrice Piola

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  • signed IO VOTO FUORISEDE 2022-07-28 11:51:28 +0200

    IO VOTO FUORISEDE

    5 milioni di italiani, soprattutto giovani, studiano e lavorano in una regione diversa da quella del comune di residenza.

    L’Italia, oltre a Cipro e Malta, è l’unico Paese in Europa a non riconoscergli il diritto di votare nella città in cui vivono per le elezioni politiche.

    Persino stati come Ungheria e Polonia hanno sistemi che consentono il voto a distanza.

    I cittadini italiani che, anche per periodi brevi, lavorano all’estero possono votare. Chi lavora e studia in Italia NO.

    In questi giorni si sarebbe dovuto votare in Parlamento un disegno di legge che avrebbe garantito questo diritto. La caduta del Governo Draghi ha cancellato anche questa possibilità.

    Per questo motivo al Senato a prima firma di Emma Bonino e alla Camera a prima firma di Riccardo Magi, come +Europa/Azione è stata presentata un'interrogazione alla ministra Lamorgese e abbiamo lanciato un appello al Governo per fare tutto il possibile per agevolare il voto di quasi un decimo della popolazione italiana.

    Le studentesse e gli studenti universitari, in particolar modo, il 25 settembre, saranno in sessione d’esame e di laurea.

    Non possiamo lamentarci della scarsa partecipazione dei giovani alla vita politica e poi non permettergli di votare dove vivono.

    Firma ora il nostro appello, fai sentire la tua voce #iovotofuorisede

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  • signed Patto Repubblicano per l'Italia 2022-07-25 19:35:46 +0200
    Avere voi che combattete per tutti noi mi fa sentire meno “impotente” di fronte allo sfacelo degli ultimi mesi… dajeeee!!!

    Io ci credo un sacco!

    A parte che se vincesse la Meloni….. non durerà granché.

    #dajemmaecarlo!

    Patto Repubblicano per l'Italia

    Alle prossime elezioni abbiamo la precisa priorità di non consegnare l'Italia dalle mani di Draghi a quelle incompetenti di Salvini e Meloni, il duo Putin-Orban italiano.

    Salvini e Meloni si possono battere ma non vogliamo minestroni.

    Vogliamo costruire un'alternativa chiara, fondata su obiettivi e programmi comuni: europeismo, atlantismo e società aperta.

    Ecco perché, insieme ad Azione, abbiamo presentato il Patto Repubblicano: un appello ai politici e ai cittadini per la ricostruzione dell’Italia.

    Il nostro è un tentativo di mettere per iscritto 14 punti per chiamare a raccolta le forze liberali e atlantiste che ci sono nel Paese.

    Clicca qui per leggere il Patto Repubblicano.

    Dai forza al Patto Repubblicano.

    FIRMA ORA!

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  • signed Manifesto Arcobaleno 2022-04-25 11:17:00 +0200

    Dai forza al nostro Manifesto Arcobaleno

    Ecco il Manifesto Arcobaleno di +Europa!

    Per l’uguaglianza delle persone LGBTI+ ci vuole molto di più del #DdlZan.

    In Europa e in Italia i diritti sono sotto attacco, i governi di destra di Polonia e Ungheria, appoggiati dai partiti sovranisti italiani, lo dimostrano.

    +Europa chiede la piena uguaglianza formale e sostanziale davanti alla legge per le persone LGBTI+, con proposte volte al riconoscimento di diritti concreti ed esigibili da qualsiasi cittadino.

    Matrimonio egualitario, genitorialità, diritti delle persone trans e delle persone intersex, reale contrasto all’omolesbobitransfobia attraverso l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole.

    Il Manifesto arcobaleno è alla base della nostra interlocuzione con le associazioni interessate. Vogliamo portare avanti un lavoro coerente e approfondito, in costante dialogo con le persone e il movimento LGBTI+.

    Siamo convinti che il riconoscimento e l’esigibilità dei diritti LGBTI+ siano la cartina di tornasole di una società libera, aperta e democratica.

    +Europa è all’avanguardia in questa battaglia.

    Dai forza al Manifesto Arcobaleno.

    Le persone LGBTI+ non ne possono più di aspettare, i diritti non possono aspettare!

    Firma il nostro Manifesto. 

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  • De-Putinizziamo l’Italia: sganciamoci dal gas russo e sblocchiamo le rinnovabili

    Putin sta finanziando la sua guerra grazie al gas che vende a noi europei.
    Di fronte al genocidio degli ucraini, non possiamo più restare a guardare.
    E’ ora di deputinizzare l’Italia, a cominciare proprio dallo stop all’acquisto di petrolio e gas di Mosca e puntare sull’energia pulita.

    Abbiamo un patrimonio di idee e progetti sulle rinnovabili che ad oggi è bloccato dalla burocrazia e dall’inerzia amministrativa a vari livelli.

    Soltanto dal 2018 ad oggi, a fronte di più di 24.000 MW di progetti eolici presentati, ne sono stati autorizzati solo 583 MW.
    E di quasi 37.000 MW di progetti fotovoltaici, ne sono stati autorizzati solo 3.566. 
    I procedimenti sono talmente lunghi che l'80% dei progetti autorizzati non può essere costruito perché ormai tecnologicamente obsoleto e per questi deve essere chiesta una variante autorizzativa. Occorre “sbloccare” in fretta le centinaia di progetti eolici e fotovoltaici incagliati nelle Regioni che aspettano da anni di essere autorizzati.
    Gli operatori del settore delle rinnovabili sono pronti, in pochi mesi, a raddoppiare la produzione di energia pulita e indipendente per rendere l’Italia più sostenibile, più libera e più sicura.

    Occorre però un immediato cambio di passo con un pacchetto di riforme che miri:

    1. a rendere davvero efficace il burden sharing con la previsione dell’intervento dello Stato in via sostituiva nelle procedure autorizzative o con la nomina di commissari straordinari nelle Regioni inadempienti;
    2. a rimuovere i poteri di veto tutt’ora esistenti
    3. a prorogare automaticamente la durata delle autorizzazioni scadute.

    Oltre a questo, per una riforma più incisiva e di lungo periodo, è necessario avviare un ripensamento del titolo V della Costituzione e considerare la restituzione al livello statale delle competenze esclusive in materia energetica, necessaria per riconoscere la giusta centralità all’interesse strategico del raggiungimento dell’autonomia e della sicurezza energetiche dell’Italia e dell’Europa, integrate nelle strategie geopolitiche.

    Clicca qui per leggere la proposta completa.

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